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Allora....vieni a casa mia?
----Si!
Sei sicuro?
Si, si. Andiamo
E’ grigio il
cielo come l’aria mentre passeggio senza meta sulle rive, sento
che scaglia le sue onde sul molo, intuisco senza vederlo perché
è li, a due passi da me, il mare, ma questa fermata del bus non
l’avevo mai notata forse è nuova o provvisoria, però mi
incuriosisce.
Sono in tanti e
attendono svogliati, assonnati, ansiosi, increduli e
indifferenti, mi associo e aspetto anche io che non ho nulla da
fare. Tanto tempo è passato ma sono ancora qui immobile senza
sapere perché ma poi finalmente arriva un puntino verde con le
lucine gialle, diviene mano a mano più grande e importante,
salgo insieme agli altri come un gregge silenzioso e timoroso.
Si parte
dolcemente senza sentire l’effettivo istante in cui inizia il
movimento del veicolo e subito la luce cambia, bianca poi gialla
e rischiara tutto come un caldo abbraccio, il buonumore si
impadronisce di tutti che gradatamente iniziano a sorridere e
rilassarsi, il paesaggio si fa ammirare con continui cambi di
territorio, laghi, cascate, spiagge dorate, monti innevati e
ristoranti sperduti nei prati.
Partecipo
entusiasta alla avventura ma il viso di tanti, come pure il mio
cambiano di continuo, da felice si tramuta in pensieroso
passando per l’appagamento e la colpevolezza, alcune persone
spariscono senza convinzione mentre altre ritornano diverse per
alcune
volte fino a non comparire più. Io sento di stare benissimo ma
ho una sensazione di incompiuto che mi rimane sotto la pelle
quindi decido di fare qualcosa di importante così mi tolgo la
giacca per aprire il sacco dove nascondo il mio tesoro e lo dono
a chi mi sta più a cuore. E’ un attimo, mi accorgo che ne basta
pochissimo per fare felice chi mi sta accanto e ha creduto in me
ma il fagotto si tramuta in una cornucopia e contiene amore
infinito che a me sembra comunque troppo poco, sorvoliamo tutto
e tutti in questo pazzo viaggio riscaldando con l’estasi le
mattine ghiacciate e ritrovandoci nell’estro della fantasia in
serate romantiche. La strada prosegue e mi permette di scrivere
in corsivo le frasi che mi ricorderò a memoria finche arriva il
mio “per sempre” che mi ha ogni volta deriso.
La luce scema, i
colori sbiadiscono la pianura si appiattisce fino a diventare un
deserto. Si scende, vengo accompagnato e lasciato sul
marciapiede da lei che rimane sull’autobus che non è più verde e
allegro ma grigio e rassegnato, destinazione: “Deposito”.
Rimango così,
solo e liquidato con un
«Mi
dispiace molto»
e un bacio sulla guancia ma la cornucopia sta per esplodere,
fatico a chiuderla e mentre barcollando mi avvio verso casa
qualche goccia d'amore sfugge al contenimento cadendo sul
marciapiedi e sopra l’asfalto unto di olio facendo sbocciare
fiori coloratissimi e profumati che molti osservano ma nessuno
raccoglierà.
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